| Il Messaggero |
28/02/05 |
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Gabriele Di Bella del Sulpm:
«Sanzione accessoria da adottare solo dopo la multa» E oggi in
Comune sarà presentato il nuovo piano per la fluidificazione
della Mobilità |
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di DAVIDE DESARIO
Quattro rimozioni-auto obbligatorie per turno. È uno dei
risultati, forse il più estremo, della disposizione fissata dal
Comando del Corpo della polizia municipale a tutti i gruppi
municipali per migliorare la viabilità e arginare il fenomeno
della sosta selvaggio. Obiettivi, che una volta, raggiunti,
garantiscono ai comandanti dei gruppi un premio del 6 per cento
a fine anno sull’ incarico di responsabilità .
Insomma, dopo le multe a cottimo degli ausiliari del traffico, a
Roma spuntano anche i “premi” ai vigili urbani in base al
numero delle auto rimosse.
Dal primo gennaio del 2005 il servizio della rimozione delle
macchine in sosta selvaggia è tornato di competenza diretta
della polizia municipale. La Sta, l’agenzia della mobilità
del Comune di Roma che l’ha gestito dal ’98, è uscita di
scena e all’ombra del Colosseo si è tornati al vecchio
sistema. I carriattrezzo sono di proprietà del Clt, Consorzio
Laziale Trasporti, una quindicina di aziende che mettono a
disposizione gli speciali camion al Comando dei vigili e
gestiscono i depositi dove vengono portate le auto rimosse. «Ci
siamo aggiudicati la gara pubblica indetta dal VII dipartimento
del Comune di Roma a dicembre dopo l’uscita della Sta - spiega
il presidente del Clt Ezio Di Salvo - Per il momento il lavoro
è sempre lo stesso. Forse è un po’ più snello perché c’è
un intermediario in meno. Ma per sapere se il cambiamento abbia
portato ad un miglioramento bisognerà attendere i prossimi mesi».
Da luglio 2003 a giugno 2004, stando ai dati diffusi dal Corpo
della polizia municipale, sono state effettuate 50.499 rimozioni
in depositeria, 2.397 con restituzione sul posto al proprietario
e 12.755 ganasce.
E ora che il servizio è passato sotto la gestione diretta dei
vigili probabilmente si vogliono ottenere dei risultati
maggiori. Per questa ragione, dunque, ad ogni comandante di
gruppo è stato inserito un numero minimo di rimozioni da
effettuare tra gli obiettivi da raggiungere (oltre al presidio
degli incroci, per esempio, al numero di multe con autovelox,
etc) per ottenere un premio economico a fine anno. La voce
“rimozioni” peserà per il 25 per cento sulla valutazione
degli obiettivi, alla pari con l’incremento dei caschi bianchi
a presidio delle strade inserite nel “Piano di fluidificazione
della mobilità”, che oggi sarà presentato alla stampa.
Così alcuni comandanti hanno potenziato il numero di agenti
dedicati al servizio rimozioni, altri, come nel XII, hanno
raddoppiato i turni. Una circolare dello stesso gruppo, emessa
in seguito a una riunione con il vice comandante dei vigili
urbani Giovanni Catanzaro, prevede «l’utilizzo, in via
prioritaria, di un’autopattuglia in entrambi i turni di
servizio con il compito specifico delle rimozioni». Secondo la
circolare, inoltre, la pattuglia «non dovrà essere
assolutamente distolta dal servizio e, nel caso vi siano
chiamate a cui non possono aderire le altre autopattuglie,
queste verranno messe in lista d’attesa». Come dire: prima le
rimozioni, poi il resto.
E qualcuno è arrivato ad ordinare un minino di rimozioni per
turno. E’ il caso del XVIII gruppo dove il comandante, Stefano
Donelli, a fine gennaio ha scritto al responsabile della squadra
rimozione che, «come richiesto dal comando del corpo», dovrà
«svolgere un attento monitoraggio dell’attività affinché
sia garantito lo standard minimo di quattro rimozioni per turno»,
in pratica otto al giorno.
Certo, volendo, in una città come Roma si potrebbero fare anche
il triplo di rimozioni, e soprattutto questo non farebbe che
bene alla viabilità. Ma decidere a priori che e quante bisogna
farne significa mettere in secondo piano la prevenzione a favore
della repressione. «E’ uno scandalo
- commenta Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm
- La rimozione è una sanzione accessoria. E’ l’ultimo
provvedimento che viene preso dopo aver fatto prevenzione, e la
multa». E aggiunge: «Chiedere un numero minimo di rimozioni
giornaliere equivale ad ammettere che i vigili non controllano
adeguatamente le strade. Perché se ci fosse la prevenzione
nessuno potrebbe lasciare l’auto in maniera tale da
intralciare il traffico».
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| Il Messaggero |
17/02/05 |
| La Corte dei
conti indaga sui verbali elevati fino al 2003: tra provvigioni e
spese sarebbero “costati” 2 centesimi |
| «Multe
Trambus, “affare” in perdita» |
|
di VALENTINA ERRANTE
E se l’amministrazione comunale inviando multe agli
automobilisti ci avesse rimesso?
Su questa ipotesi stanno lavorando i magistrati della Corte dei
Conti che mirano ad accertare eventuali danni erariali
concentrandosi adesso sul periodo precedente all’estate del
2003.
Sono stati avviati parallelamente gli accertamenti dalla procura
di Roma e dalla magistratura contabile. Il pm Giuseppe
Corasaniti ha aperto un fascicolo in seguito alle denunce dei
tanti automobilisti che avevano ricevuto “multe impossibili”
per verificare se si profilassero i reati di falso e abuso
d’ufficio nelle contravvenzioni elevate dai vigilini. Alla
Corte dei conti gli accertamenti sono partiti con l’esposto
inviato da Gabriele Di Bella, oggi
segretario del Sulpm, sindacato
della Polizia municipale, per stabilire se gli
accordi tra l’amministrazione capitolina e le società di
servizi, Trambus, Sita e Sta, avessero comportato danni per le
casse pubbliche. I contratti sono ancora la vaglio dei
magistrati contabili che avevano incaricato la Guardia di
finanza di acquisirli. E qualche giorno fa, quando Giuseppe Cor
asaniti aveva già verificato che gli errori nelle multe,
recapitate ad automobilisti ignari, non erano stati commessi
dagli ausiliari dipendenti delle tre società, c’è stato un
incontro tra i giudici contabili e la procura. Nuovi documenti
sono arrivati negli uffici di viale Mazzini.
A interessare particolarmente i magistrati della Corte dei conti
sarebbero gli accordi tra Trambus e Comune fino all’estate del
2003. Prima che, con l’entrata in vigore del nuovo codice
della strada, proprio nell’estate 2003, le multe fossero
praticamente raddoppiate. Il contratto tra l’amministrazione e
Trambus prevedeva che la società venisse pagata con 25 euro per
ogni contravvenzione elevata dagli ausiliari e andata a buon
fine. Ma allora le multe, per chi, ad esempio, percorreva la
corsia preferenziale, erano di 32 euro in tutto. I vigilini
erano chiamati a supporto della polizia municipale per garantire
un traffico più scorrevole anche sulle corsie degli autobus. Le
verifiche sono ancora in corso. Ma il sospetto è che proprio in
quella fase il comune ci abbia rimesso. Forse soltanto qualche
centesimo di euro, per ogni multa.
Sembra che ai 25 euro che l’amministrazione versava alla
società, venisse aggiunta anche l’Iva, oltre alle spese di
notifica. E così delle multe pagate dai cittadini nelle casse
comunali non sarebbe entrato nulla.
Ma ci sarebbe anche un altro aspetto che i magistrati contabili
stanno prendendo in considerazione. Proprio relativo allo stesso
periodo. Trambus, che gestisce anche alcune linee di autobus, ha
un accordo che prevede una retribuzione a chilometraggio. Un
tetto garantito, oltre il quale il budget cresce. Ma, si
chiedono in viale Mazzini, avere le corsie preferenziali libere
non consente anche di realizzare un maggior numero di
chilometri? Dunque l’attività degli ausiliari avrebbe
garantito a Trambus anche entrate indirette dovute alla
decongestione del traffico sulle corsie e allo sforamento dei
chilometri percorsi dagli autobus.
Intanto il pm Corasaniti resta in attesa di ricevere
informazioni dal garante sulla Privacy. L’ipotesi è che nella
trasmissione dei dati relativi agli automobilisti possano essere
state violate le norme
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| Il Tempo |
27/01/05 |
IL
SULPM HA DENUNCIATO LE CONDIZIONI DISASTROSE NELLE QUALI VERSA IL PARCO
AUTO E MOTO
Poveri vigili urbani, ora sono pure a piedi. Senza
auto, né moto, costretti ad avvelenarsi il sangue in balia delle
officine. Ma non si danno per vinti, e pur di far sentire il loro grido
di dolore e disappunto faranno «l’autostop di protesta». Ebbene,
secondo quanto denunciato da Gabriele di Bella,
segretario romano del sindacato unitario della polizia municipale (Sulpm)
«su 318 auto di proprietà del comune oltre 110 sono ferme in
attesa di manutenzione». Il motivo sarebbe da ricercarsi tra «ponti»
e operazioni di «convergenza delle ruote», perché, causa dello
sconforto dei poveretti in divisa privati dei loro mezzi, sarebbe
appunto «l’appalto con le officine scaduto da dicembre». E come se
non bastasse nel guazzabuglio sembra siano finite pure le moto: 78 su
180 sarebbero infatti in attesa di manutenzione, e del calderone «guasti»
farebbero parte addirittura le 25 moto, quasi nuove di zecca, in
dotazione al Gruppo intervento traffico. Di Bella ha anche aggiunto che
proprio al Git «gli agenti sono costretti a lavorare in situazioni
precarie, come nel caso degli incidenti stradali». Perché secondo il
sindacalista «l’unico furgone attrezzato essendo rotto e in attesa di
manutenzione viene sostituito da un normale veicolo di servizio».
Vigili infelici, che nei prossimi giorni si roderanno il fegato e si
ghiacceranno il pollice alle prese con parco auto-moto. E autostop. |
| Il
Tempo |
19/01/05 |
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La
vigilessa multata in servizio
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IL
SULPM richiede un incontro con il sindaco della Capitale,
Walter Veltroni, e un suo intervento urgente «nei confronti di
quanti, con incarico di responsabilità, hanno dimostrato assenza
nel loro ruolo istituzionale».
La richiesta di incontro è stata avanzata dal segretario romano
del Sulpm, Gabriele Di Bella. «Nel 2003, in seguito a un
incidente avvenuto a una collega in servizio, la Polizia di Stato,
intervenuta sul luogo dell'incidente, ha spedito i verbali non al
corpo della Polizia municipale ma direttamente a casa della
collega, come se si fosse trattato di un normale cittadino su un
veicolo di proprietà - racconta Di Bella - Allora fummo
rassicurati che, in base alla legge 689 del 1981, non ci sarebbe
stato alcun problema e che questi verbali sarebbero stati
archiviati. Dopo un anno e mezzo, oggi la collega si è vista
recapitare a casa una cartella esattoriale in cui le viene
intimato il pagamento delle cifre iniziali raddoppiate, in assenza
del quale scatta l'iscrizione ipotecaria o il pignoramento dei
beni. In assenza di provvedimenti risolutivi - ha concluso Di Bella
- eventuali iscrizioni ipotecarie o pignoramenti saranno
individuati nell'amministrazione comunale e più precisamente nei
confronti del comandante del corpo, Aldo Zanetti, e dell'assessore
alla sicurezza, Liliana Ferraro.
Richiediamo un urgente incontro a sindaco per informarlo su questo
e sulla criticità operativa del parco macchine e moto della
polizia municipale di Roma». |
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| Il Messaggero |
16/01/05 |
| Inquinamento
oltre i limiti / Niente multa a chi dimostrerà con il biglietto
di andare all’Olimpico. Di Bella, Sulpm:
«E’ un autogol» |
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Stop
ad auto e moto, negozi a tutto gas
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| Blocco
dentro la fascia verde, serrande alzate in tutta la città.
Polemiche per la deroga ai tifosi |
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di LUCA LIPPERA
Provvedimento «inutile e demagogico», si arrabbiano gli
oppositori. No: «misura imposta dalle leggi», ribattono dal
Comune. Cioè, protesta il Codacons, a nome di centinaia di
consumatori, la «solita sceneggiata». Oggi a Roma, dalle 10
alle 18, dopo giorni e giorni di smog oltre i limiti, scatta il
blocco totale del traffico, e già da ieri i “partiti” pro e
contro incrociano le sciabole. Potranno circolare solo i veicoli
a Gpl e a metano, gli elettrici e gli ibridi, gli “euro 4” e
tutti quelli per cui esiste una deroga. Ma, regole e orari a
parte, c’è, nell’aria, una domanda: serve a qualcosa, una
domenica a piedi, o di fatto non ha alcun senso nè alcun
potenziale effetto sull’inquinamento?
Ieri il Comune, mentre il dibattito infuriava, ha tirato fuori
dal cilindro una buona notizia per gli appassionati di calcio.
Che però ha fatto infuriare ttutti gli altri. Il sindaco
Veltroni e il prefetto Serra, su pressione del presidente
biancazzurro, Lotito, hanno concordato che i tifosi diretti allo
stadio (oggi pomeriggio c’è Lazio-Palermo) potranno circolare
in auto o in moto come se nulla fosse. Dovranno avere il
biglietto o l’abbonamento per farlo vedere ai vigili in caso
di controllo e conservarlo per contestare la multa che dovesse
arrivare tra qualche mese. «È un
autogol del Campidoglio afferma però criticamente Gabriele Di
Bella, segretario del Sulpm, uno
dei sindacati dei “pizzardoni” I tifosi che compreranno i
biglietti all’Olimpico, se fermati sul tragitto, prima
dell’acquisto, verranno multati e questo innescherà una lunga
catena di ricorsi». Quando la notizia della deroga
è circolata, in molti hanno chiamato i centralini dei giornali:
«Perché i tifosi di calcio sì e noi no?». «È ingiusto»,
protesta la Eva (Associane Utenti Veicoli).
Lo scontro in realtà va ben oltre questi “dettagli”.
Antonio Tajani, coordinatore regionale di Forza Italia, fa
notare che «le misure decise dal Comune non produrranno alcun
effetto». «Per combattere l’inquinamento non c’è blocco
che tenga continua Tajani Serve una rivoluzione nei trasporti,
con una metropolitana degna di una capitale europea». Silvio Di
Francia, coordinatore della maggioranza capitolina, accusa
Tajani di essere «accecato dalla polemica contro Roma». «La
situazione di blocco ricorda è determinata da leggi che
riguardano tutte le città. Siamo così consapevoli della
parzialità di questi provvedimenti che chiediamo continuamente
ma invano al Governo risorse per il trasporto collettivo».
L’Atac ha promesso di mettere in campo 3.412 corse in più su
un totale di 102 linee. Ma è domenica e i turni sono, di
solito, rarefatti. Potranno circolare senza limitazioni, i taxi,
le auto a noleggio, i medici, i portatori di handicap e diverse
altre categorie (vedi l’elenco in alto a destra). Il blocco
totale è stato deciso dopo giorni e giorni in cui la
concentrazione di polveri sottili nell’aria è risultata molto
alta. Giovedì c’è stata una tregua. Ma qualche ora di
“respiro” non è bastata a far rientrare il provvedimento.
Il divieto vale è bene ricordarlo solo all’interno della
cosiddetta ”Fascia Verde“. Nel grossa dela periferia, come
si intuisce dalla cartina qui sopra, non ci sarà alcuno stop.
Tuttavia per il Codacons, l’associazione di consumatori
capitanata da Carlo Rienzi, «questa è la solita inutile
sceneggiata». «Sono palliativi dice Rienzi Il traffico ci ha
già soffocato. Denunceremo i sindaci di Roma e di Milano per
omicidio colposo per le decine di morti causate dallo smog».
Legambiente, favorevole allo stop, ricorda in una nota che «a
Roma ci sono ormai 76 auto ogni 100 abitanti». Ma ”Telefono
Blu“, un’altro gruppo che impugna la bandiera dei
consumatori, parla di «provvedimento vessatorio». «Non serve
a niente. I cittadini lo sanno benissimo, tanto che non ci fanno
più caso, se non fosse che debbono sopportarne i disagi».
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| Il
Tempo |
16/01/05 |
| «Smog,
lo stop è come una carezza» |
| Di
Francia difende il Comune: «Soluzione parziale, il governo non ci
aiuta» |
| Per
il centrodestra il provvedimento di oggi non servirà. Tajani: «Demagogia» |
MAGGIORANZA
capitolina e opposizione si scontrano su blocchi e targhe alterne.
A recuperare i dati dell’Osservatorio di Milano è il
vicecapogruppo di Forza Italia al Comune, Beatrice Lorenzin: «Secondo
quanto si legge dai dati, le domeniche ecologiche sono una carezza
per l'inquinamento atmosferico». Nella polemica entra anche il
coordinatore azzurro nel Lazio, Antonio Tajani: «Le misure
antismog adottate dal Comune non produrranno alcun effetto
concreto nella lotta per ridurre l'inquinamento, quindi non
contribuiranno a tutelare la salute dei romani. Si tratta di
inutili provvedimenti demagogici». A lui ha risposto il
coordinatore della maggioranza capitolina Silvio Di Francia: «Siamo
tutti talmente consapevoli della parzialità di questi
provvedimenti da chiedere continuamente e invano al Governo
sostenuto da Tajani poteri e risorse che non arrivano». Un altro
azzurro, Claudio Bucci, presidente della commissione regionale
Cultura per la giornata di oggi ha proposto un gesto simbolico: «Lasciamo
ferme le auto blu».
Da destra i consiglieri di An hanno spinto perché i tifosi
diretti verso l’Olimpico ottenessero una deroga, ma
alla fine l’ordinanza adottata non è piaciuta ai vigili del
Sulpm: «Tale provvedimento - ha spiegato il segretario Gabriele
Di Bella - non solo complicherà l'attività operativa dei vigili,
ma dato che i tifosi, in particolar modo quelli della Lazio,
provengono dalla provincia e da comuni della regione, creerà
problemi anche all'ufficio contravvenzioni che si vedrà
recapitare i ricorsi di quanti acquisteranno il biglietto ai
botteghini».
Dai Verdi parte invece una petizione popolare per chiedere le
dimissioni del ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, e domandare
lo spostamento dei fondi previsti per alcune opere del governo
verso il trasporto pubblico. «Il ministro Matteoli deve essere
dimesso - afferma il coordiantore esecutivo dei Verdi Angelo
Bonelli - perché è inadeguato a svolgere la funzione di tutelare
l'ambiente e conseguentemente la salute dei cittadini. Il suo è
un fallimento ammesso anche da lui stesso». Insomma non piove,
governo ladro |
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| Il Messaggero |
15/01/05 |
| LA NOVITA’ |
| Rivoluzione
all’ufficio contravvenzioni |
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| Trattamento
informatico e potenziamento del call center per ridurre le file
agli sportelli |
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Trattamento informatico delle contravvenzioni, la
semplificazione delle procedure, il potenziamento del call
center di secondo livello (quello a cui lo 060606 passa le
domande più elaborate e complesse), l'avvio della banca dati on
line per le sanzioni e la conseguente possibilità per i
cittadini di consultare su internet la propria «situazione»
anche per il capitolo multe. Ma anche locali più accoglienti
per i cittadini che ogni giorno devono recarsi negli uffici di
viale Ostiense.
Sono le novità dell’accordo che gli assessori capitolini al
Bilancio e al Personale, rispettivamente Marco Causi e Franco
Cioffarelli, hanno siglato con tutte le organizzazioni sindacali
che rappresentano i lavoratori del delicatissimo ufficio
contravvenzioni del Comune di Roma.
«Dopo un confronto durato alcuni mesi - affermano Causi e
Cioffarelli - si è dato il via libera alla riforma del servizio
di notifica, di informazione a distanza, di accoglienza negli
uffici, e di riorganizzazione del lavoro amministrativo interno.
È un buon punto di arrivo che ci permetterà, già nel 2005, di
migliorare ulteriormente i servizi per i cittadini e facilitare
l'opera dei lavoratori comunali».
«E’ un ottimo accordo - commenta Pino Primini della Rsu del
Comune di Roma - E’ stata scongiurata qualsiasi forma di
privatizzazione ed esternalizzazione di un servizio fondamentale
per la Capitale. Adesso l’organico sarà riorganizzato e
l’ufficio diventerà certamente più efficiente».
L'attività di notifica a domicilio continuerà ad essere svolta
dagli operatori della polizia municipale, ma verrà estesa ad
una platea di vigili più ampia di quella attuale e sarà
organizzata dal dipartimento delle Entrate. «Ciò produrrà una
maggiore efficacia dell'attività di notifica con l'obbiettivo
di abbattere, già nel 2005, il bisogno di ricorrere alla
seconda notifica dall'attuale 35% al 25%» concludono Causi e
Cioffarelli.
«Si tratta di un buon passo in avanti
- sottolinea Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm
- Ma sia chiaro non si tratta di un punto di arrivo ma di un
punto di partenza per migliorare sempre più l’ufficio
contravvenzioni di Roma».
D.Des.
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| Il Messaggero |
14/01/05 |
| E gli
assessori “pari” montano sulle eco-auto |
| Lasciate
ferme le macchine di servizio che non potevano circolare: in
giro con le nuove Punto |
| di MAURO EVANGELISTI |
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Lo smog non
arretra, le automobili sulle strade però diminuiscono. Rispetto
a un giovedì normale, erano il 14 per cento in meno al mattino
(fra le 9 e le 12), il 13,6 per cento al pomeriggio (le
rilevazioni sono della Sta). Ma di riflesso c’era più
traffico in periferia, ai margini della zona proibita, dove non
sono mancati code e ingorghi. Targhe alterne, il primo bilancio
mette nel piatto un altro dato: circa 4 mila multe da 71 euro,
che porteranno alle casse del Campidoglio 284 mila euro. Se i
giovedì manterranno questa media, calcolando che in totale
saranno dodici, si supererà 3 milioni di euro.
I dati dello smog. C’è una sentenza che ieri non era
stata ancora emanata: i valori delle polveri sottili registrati
dalle centraline. Quelli del giorno precedente erano pessimi,
tanto che oggi ci sarà il decimo blocco parziale (dalle 7.30
alle 20.30 le non catalizzate non circolano nella fascia verde,
i vecchi motorini restano fuori dalla ztl). Nel dettaglio:
Arenula 100 microgrammi per metrocubo, Fermi 94, Magna Grecia 90
e Villa Ada 85. Riguardano mercoledì, quelli di ieri
arriveranno questa mattina. Me le previsioni, comprese quelle di
Legambiente, favorevole al provvedimento, erano univoche, lo
smog c’è ancora («Non potevano sparire le polveri già
depositate nei giorni scorsi nell’aria»). Morale: con le
condizioni del tempo di ieri e con le previsioni poco
incoraggianti, più che al primo giorno di targhe alterne, si
pensava al blocco totale di domenica, per il quale - salvo colpi
di scena dell’ultima ora, che poi significa pioggia o vento -
le limitazioni saranno molto più severe. Fra 10 e le 18 non
solo non potranno viaggiare nella fascia verde tutte le
automobili, ma dovranno restare ai box anche gli scooter. Ieri
si faceva un primo bilancio oltre che delle contravvenzioni
(circa 4.000), del lavoro sempre più difficile dei vigili
urbani. Un sindacato della polizia
municipale, il Sulpm, tornava a
denunciare «lo scandalo dei palmari acquistati per rendere più
efficace il lavoro dei vigili ma rivelatisi vetusti e
inutilizzabili»; un altro, l’Ospol, minacciava lo
sciopero senza provvedimenti a tutela dei vigili che lavorano a
contatto quotidiano con lo smog.
La salvezza degli Euro 4. Quest’anno c’è una novità
molto importante nelle esenzioni previste dal Campidoglio non
solo per le targhe alterne, ma anche per la possibile domenica
di blocco totale. Le auto Euro 4, quelle di ultima generazione,
possono circolare. Non tutte le auto nuove hanno queste
caratteristiche, che diventeranno obbligatorie dal 2006. Ma
diversi modelli rientrano già in questa tipologia. «Abbiamo
deciso di premiare chi ha investito in tecnologie che hanno
emissioni molto limitate, così come facciamo con Gpl e
metano», conferma l’assessore all’Ambiente, Dario Esposito.
Due milioni di auto. La bagarre della polemica politica.
Roma non è un’isola infelice, l’emergenza polveri sottili,
le Pm10, in realtà investe buona parte del Paese, con Milano e
Torino sulla stessa barca, fino ad arrivare a Verona dove le
targhe alterne ci sono per tre giorni alla settimana. Secondo
Mario Di Carlo, assessore alla Mobilità, «Per avere ragione di
due milioni di auto immatricolate sono necessari i poteri
speciali. Abbiamo due milioni di auto immatricolate, 894 ogni
mille abitanti, cento in più di Milano e quasi il doppio di
Parigi». Secondo i Verdi le responsabilità sono in Regione,
che «continua a perdere tempo. Il rapporto 2004 dell’Agenzia
per la protezione ambiente e territorio (Apat) ha pubblicato un
dossier in cui si dice chiaramente che le emissioni dovute al
traffico veicolare sono quelle più responsabili delle emissioni
di Pm10».
Il dibattito. An attacca duramente il provvedimento delle
targhe alterne e osserva che l’unico effetto ottenuto è stato
quello di creare ingorghi al di fuori della fascia verde.
Infine, i romani, i cittadini per i quali spostarsi è sempre
più complicato. Ieri, in maggioranza hanno dimostrato di avere
accettato (e rispettato) con maturità il provvedimento delle
targhe alterne. «Ma almeno - era il commento più comune -
evitateci il blocco totale delle domenica».
(ha collaborato Francesca Filippi) |
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| Il Tempo |
10/01/05 |
NEL
pomeriggio di oggi si è
verificata l'ennesima aggressione ai danni dei vigili urbani
intorno alle ore 13.40 nelle vicinanze dello stadio Olimpico prima
dell'inizio dell'incontro calcistico Roma-Atalanta». A denunciare
l'aggressione è il segretario romano del Sulpm, Gabriele Di Bella. «Nella circostanza - spiega Di Bella - personale della
polizia municipale è stato fatto oggetto di lancio di sanpietrini,
uno dei quali ha colpito G.G., appartenente al XX Gruppo, che è
stato soccorso al vicino pronto soccorso dove i sanitari gli hanno
riscontrato la rottura di una costola». «Tali episodi - prosegue
il sindacalista - sono la dimostrazione più lampante che i vigili
urbanisvolgono importanti compiti di sicurezza ed evidenziano
ancora una volta l'assenza di sicurezza per il personale della
polizia municipale».
Il segretario chiede al Prefetto Achille Serra e a sindaco Walter
Veltroni, «un incontro urgente in materia di sicurezza del
personale in assenza del quale si preannuncia l'astensione da tale
servizio così come è già successo in passato».
«In una telefonata al segretario romano Gabriele Di Bella,
l'assessore agli Affari istituzionali e agli Enti locali, Donato
Robilotta, ha espresso solidarietà al vigile ferito». A darne
notizia è la Regione. «Episodi del genere - afferma Robilotta -
sono la dimostrazione che sarebbe il momento che i vigili urbani
venissero dotati degli quegli strumenti necessari per la loro
difesa». |
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| Il Messaggero |
10/01/2005 |
| Aggredito vigile
all’Olimpico prima della gara |
| Prati,
scritte antisemite contro i tifosi romanisti |
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Scritte antisemite sono apparse sui muri e sulle a
saracinesche di alcuni negozi in via Cola di Rienzo con
riferimento al derby Roma-Lazio e alle polemiche su Paolo di
Canio. I testi: «Di Canio Sieg Heil», «Romanista ebreo», «Olocausto
giallorosso». Il Comune ha dato subito disposizioni
all’ufficio Decoro Urbano per cancellare le scritte che ieri
pomeriggio sono scomparse.
Non sono state invece cancellate le polemiche. «E’ davvero un
segnale preoccupante quello che arriva da via Cola di Rienzo e
dintorni, dove sono state ritrovate diverse scritte di stampo
antisemita e fascista - afferma Roberto Giachetti, coordinatore
romano della Margherita - E’ per la città davvero una brutta
notizia e non vorremmo che fosse la spia di una pericolosa
recrudescenza, proprio a Roma, Capitale della tolleranza e del
fraterno incontro dei popoli della Terra, di teorie aberranti già
condannate dall'umanità e dalla storia. Sarebbe davvero una
vergogna per Roma». Fabio Sabbatani Schiuma, vicepresidente del
consiglio comunale, noto tifoso della Lazio, parla di «montatura».
«Per uno strano caso afferma queste scritte antisemite con
riferimenti alla squadra della Roma appaiono proprio
all'indomani della polemica del presunto saluto romano del
giocatore laziale Paolo Di Canio. La vicenda è comunque da
condannare. Ma sono convinto che in questa circostanza si tratti
di una montatura, costruita ad arte per continuare una polemica
di dimensioni grottesche».
Calcio violento anche ieri prima della partita Roma-Atalanta. Nei
pressi dello stadio Olimpico un vigile urbano è stato
malmenato. La denuncia proviene dal segretario romano del Sulpm
(Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale), Gabriele Di
Bella, che parla di «ennesima aggressione ai danni dei vigili
verificatasi intorno alle ore 13.40 (di ieri) nelle vicinanze
dello stadio. Nella circostanza il personale della polizia
municipale è stato fatto oggetto di lancio di sampietrini, uno
dei quali ha colpito un agente appartenente al XX Gruppo, che ha
riportato la rottura di una costola».
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| Il
Tempo |
07/01/2005 |
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NON
si tratta del solito pendolare che arriva in città per lavorare
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...
oppure che raggiunge qualche località vicina a Roma la mattina
per poi tornare a casa la sera dopo una giornata di lavoro. Questo
è un caso decisamente differente. Si tratta infatti di un vigile
urbano che presta servizio due giorni la settimana presso il
Comune di Roma e altri tre invece nel Comune di Fiano Romano. E.D.,
un ispettore direttivo, è così finito nel mirino del sindacalista
Gabriele Di Bella, che
non usa mezzi termini per esprimere la sua totale contrarietà a
una situazione del genere: «Non è un problema il part-time, ma
è un problema la degenerazione dell’utilizzo di questo
istituto. Mi sembra di vedere un film di Totò, a Roma già
mancano agenti e lo stesso vigile urbano lo troviamo in due Comuni
differenti. Credo che il sindaco di Roma Walter Veltroni non sia a
conoscenza di questa sitauzione e quindi ho chiesto di incontrarlo
urgentemente per verificare il caso di E.D. e individuare
eventuali violazioni contrattuali se non addirittura penali». L’ispettore
«double face», ribattezzato così dai colleghi, è dunque finito
in un vero e proprio ciclone, da una parte c’è il
sindacato
Sulpm, dall’altra
i colleghi che adesso hanno intenzione di verderci chiaro e capire
come sia possibile che gli sia stato concesso di fare il
«pendolare» tra un Comune e l’altro.
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| Il Corriere della Sera |
07/01/2005 |
| Vigile urbano part-time? No, a
giorni alterni |
| Denuncia del Sulpm:
un istruttore in servizio a Roma (Montesacro) e a Fiano |
| di Gianvito Lavinia |
| Ha diviso la sua vita in due, come
due sono le uniformi che indossa e due i tesserini che ha in
tasca: nei giorni pari è un vigile urbano del Comune di Roma,
in quelli dispari fa la stessa professione, ma a Fiano. Un
doppio ruolo che è destinato a rinfocolare le polemiche sul
part-time. Anche perchè la scelta di E.D., istruttore direttivo
del quarto gruppo (Montesacro), appare, quantomeno, sul filo
della legalità. È l' estate scorsa quando il poliziotto della
municipale decide di raddoppiare. Chiedendo al Campidoglio di
poter frequentare l' ufficio soltanto due volte alla settimana.
Problemi personali? Motivi di famiglia? Salute? Non è nota la
ragione addotta dal vigile double face, come lo definisce Gabriele
Di Bella, segretario del Sulpm, ma si sa che la
domanda viene accolta. Da quel momento E.D. è libero di
cercarsi un' altra occupazione. Che non è il solito lavoro
nero, ma un incarico-fotocopia a pochi chilometri dalla
capitale. A Fiano l' istruttore direttivo gestisce il personale,
come a Roma. E poichè il Comune è piccolo il poliziotto
itinerante, in trasferta tre giorni alla settimana, è l' unico
coordinatore dello sparuto drappello di vigili urbani: sette. È
tutto in regola? Si può fare? «Secondo me no», risponde Di
Bella, il primo a denunciare la vicenda. «E se sorgesse un
contenzioso fra il Comune di Roma e quello di Fiano?», si
chiede il sindacalista adombrando un conflitto di interessi. Il
doppio contratto di E.D. somiglia a una sorta di concorrenza
sleale, come se un impiegato lavorasse in due ditte. «E questo
accade in una città in cui mancano quali duemila vigili»,
osserva Di Bella. «Il Sulpm, però, è contrario all'
abolizione del part-time. «L' assessore - sostiene Di Bella -
vorrebbe cancellare la legge soltanto perchè non è in grado di
gestirla. Stesso discorso per il comandante Aldo Zanetti. Questa
storia, senz' altro anomala, mette in ridicolo il Corpo e
dimostra la mancanza di controllo dei vertici sulla struttura».
Il sindacato ha chiesto un incontro a Walter Veltroni che,
secondo Di Bella, «non è a conoscenza della vicenda». Ma
anche il primo cittadino, per il Sulpm, ha qualche
responsabilità: «È un sindaco capace che ha dato una delega a
soggetti indidonei. Perciò - conclude Di Bella - nella sua
calza della Befana ho messo anche un po' di carbone». |
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| Il Messaggero |
05/01/2005 |
| I
sindacati: «Senza prospettive, resta solo la fuga» |
| Il
part-time? «È solo uno dei problemi che abbiamo - sostiene
Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm
- la mancanza di prospettive economiche e professionali sta
spingendo molti colleghi a chiedere il trasferimento all’Inps,
alla Provincia o a candidarsi per un posto da guardiaparco
regionale». Una grande fuga dalla municipale. «Ai
laureati - spiega Mauro Cordova, presidente dell’Arvu - non è
consentito far carriera. Ma il part-time è una decisione
avventata. È’ assurdo che sia consentito anche agli ufficiali».
Il caso più recente è quello del vice comandante Aldo Aldi
finito alla Asl. «Non capisco come sia possibile - dice il
presidente dell'XI Municipio Massimiliano Smeriglio - dire che i
vigili sono pochi e poi autorizzare il distacco di un vice
comandante. Qualcosa non torna». |
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| Il Corriere della sera |
03/01/2005 |
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«Obsoleti
e malfunzionanti i pc palmari in dotazione»
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«I computer palmari in
dotazione ai vigili urbani giacciono ancora negli scatoloni,perchè si
tratta di merce obsoleta che non può funzionare». La
denuncia è di Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm,
sindacato unitario dei vigili urbani,
che già ai primi di ottobre aveva sollevato la questione, presentando
una denuncia alla Corte dei Conti. «Si ostinano a volerla far
funzionare, ma è merce già malfunzionante che è stata ferma per un
anno. Ai primi di dicembre molti dirigenti avevano scritto delle lettere
al comando dei vigili urbani per segnalare queste difficoltà». Della
vicenda si è interessata anche la trasmissione «Striscia la notizia»
nella prima puntata del 2005.
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| Il
Tempo |
03/01/2005 |
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La polizia
municipale su «Striscia la notizia» per colpa dei palmari
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SU
«STRISCIA» per colpa di 600 palmari costati 3 miliardi di lire e
quasi mai utilizzati. Nella gogna più famosa d’Italia è finita
la Polizia Municipale e il suo tentato ricorso all’alta
tecnologia. Un ricorso andato a cattivo fine, secondo
il segretario del Sulpm, uno
dei sindacati dei vigili: «Sono ancora negli scatoloni i computer
palmari che sono in dotazione ai vigili urbani, perché si tratta
di merce obsoleta che non può funzionare», dichiara Gabriele
Di Bella. Ora, con il cambio
di data, sembra che l’hardware sia inutilizzabile fino a un
nuovo settaggio del server principale. La denuncia era partita ai
primi di ottobre, quando il sindacato aveva presentato una
denuncia alla Corte dei Conti. Spiega Di Bella: «Si ostinano a
volerla far funzionare, ma è merce già malfunzionante che è
stata ferma per un anno: oggi ne useranno al massimo 4. Ai primi
di dicembre molti dirigenti hanno scritto delle lettere al
comando, proprio per segnalare queste difficoltà e per questa
vicenda i vigili urbani sono già finti il primo dell'anno su
Striscia la notizia».
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