SULPM Roma Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale e Locale

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Rassegna Stampa 2005

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 LA RASSEGNA STAMPA DEL 2004

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STAMPA DATA DESCRIZIONE
Il Tempo 27/3/05
Il Tempo - Domenica 27 Marzo 2005    

MUNICIPALE «Ai vigili del I Gruppo spetta via Ferruccio»

«PER i vigili del I Gruppo la sede c’è, è quella di via Ferruccio». Fa riferimento al primo e al secondo piano della sede della Municipale, oggi occupati da una sigla sindcale, il segretario del Sulpm Gabriele Di Bella: «Sono due anni che c’è una determinazione dirigenziale di sgombero per quei due piani destinati parte degli 800 uomini del I Gruppo. Inspiegabilmente l’amministrazione preferisce spendere soldi per ristrutturare sedi fatiscenti e inadeguate». Sul caso indaga la Procura.

VARI 22/3/05

CONVEGNO SULPM di Roma che si è tenuto il 22-3-05, inerente "Il ruolo della Polizia Locale a Roma e nel Lazio"

VARI 9-11/3/05 MOBILITAZIONE DEL SULPM
Il Messaggero 01/03/05
Parcheggiate in doppia fila o ...

di FABIO ROSSI

Parcheggiate in doppia fila o circolate sulle corsie preferenziali? Meglio cambiare rapidamente le cattive abitudini: dal 21 marzo sarete assediati da un esercito di telecamere, a bordo delle auto dei vigili urbani, per multare le auto parcheggiate in sosta vietata; e fisse, per difendere le corsie riservate ai mezzi pubblici. Dal Campidoglio arriva un nuovo piano per fluidificare il traffico su 57 chilometri di strade cruciali per la circolazione nella Capitale, con una spesa di circa un milione e mezzo di euro.
La prima misura a scattare, con l’arrivo della primavera, sarà quella delle multe con telecamera. Il provvedimento riguarderà tre aree “prioritarie”: 17 chilometri di strade nella zona Magliana-Marconi (piazzale della Radio, via Oderisi da Gubbio, via Grimaldi, viale Marconi), e nel quartiere di San Giovanni (via Appia Nuova, via La Spezia, via Magna Grecia, via Tuscolana), nonché tratti del lungotevere, all’altezza di Trastevere e di corso Vittorio Emanuele.
Qui funzionerà una sorta di «autovelox al contrario», per dirla con il sindaco Walter Veltroni: con telecamere in movimento e auto da multare ferme. Il filmato sarà poi rivisto nei comandi della polizia municipale, dove si redigeranno la multe. Contemporaneamente, nelle stesse aree, si potenzieranno la rimozione dei veicoli che intralciano il traffico e la repressione delle occupazioni abusive del suolo pubblico.
Previsto anche l’aumento della presenza di vigili in strada, per fluidificare il traffico nei nodi cruciali di queste strade. «L’obiettivo - spiega il sindaco - è aumentare la velocità media del trasporto pubblico e privato e ridurre l’inquinamento».
La seconda fase del pacchetto antitraffico sarà invece realizzata in un periodo compreso tra i due e i sei mesi a partire da adesso (in pratica entro agosto), con interventi su altri 57 chilometri di strade a grande scorrimento: da via Aurelia alla Tangenziale Est, da via Trionfale a via della Pineta Sacchetti, da via dei Colli Portuensi alla Tuscolana, da via Nomentana a corso Francia, fino a via Laurentina.
In queste strade saranno realizzate nuove aree a sosta tariffata con strisce blu, dissuasori della sosta, altre corsie preferenziali e cordoli di protezione per quelle già esistenti. Inoltre sarà rifatta la segnaletica stradale ormai inadeguata e verranno riposizionati i cassonetti dei rifiuti che intralciano i mezzi pubblici e le piazzole di sosta per il carico e lo scarico delle merci.
Il terzo passo, da completare in 6-10 mesi, sarà incentrato sugli stessi 57 chilometri di asfalto interessati dalla seconda fase del piano. «Su queste arterie, entro la fine dell’anno - annuncia Veltroni - saranno installati varchi elettronici per il controllo delle corsie preferenziali con annessa multa, come accade per la zona a traffico limitato del centro storico». Nello stesso periodo si sperimenterà anche un sistema di rilevazione automatica dei passaggi con il semaforo rosso.
Ma il piano non convince tutti gli addetti ai lavori. «La polizia municipale è sotto organico di duemila uomini - dice Gabriele Di Bella, segretario romano del sindacato Sulpm - Abbiamo in dotazione 600 computer palmari, 23 autovelox, 2 telelaser e 25 etilometri, praticamente inutilizzati. L’amministrazione continua a investire in tecnologia, senza disporre di risorse umane sufficienti a gestirla». Il presidente del Codacons Carlo Rienzi si dice «favorevole alle multe per le auto parcheggiate in divieto o in doppia fila» ma contesta fermamente «il metodo delle telecamere a bordo delle auto dei vigili, perché l’automobilista deve essere messo al corrente della multa ricevuta, anche per la funzione educativa della sanzione».

Il Messaggero 28/02/05
Gabriele Di Bella del Sulpm: «Sanzione accessoria da adottare solo dopo la multa» E oggi in Comune sarà presentato il nuovo piano per la fluidificazione della Mobilità

di DAVIDE DESARIO

Quattro rimozioni-auto obbligatorie per turno. È uno dei risultati, forse il più estremo, della disposizione fissata dal Comando del Corpo della polizia municipale a tutti i gruppi municipali per migliorare la viabilità e arginare il fenomeno della sosta selvaggio. Obiettivi, che una volta, raggiunti, garantiscono ai comandanti dei gruppi un premio del 6 per cento a fine anno sull’ incarico di responsabilità . Insomma, dopo le multe a cottimo degli ausiliari del traffico, a Roma spuntano anche i “premi” ai vigili urbani in base al numero delle auto rimosse.
Dal primo gennaio del 2005 il servizio della rimozione delle macchine in sosta selvaggia è tornato di competenza diretta della polizia municipale. La Sta, l’agenzia della mobilità del Comune di Roma che l’ha gestito dal ’98, è uscita di scena e all’ombra del Colosseo si è tornati al vecchio sistema. I carriattrezzo sono di proprietà del Clt, Consorzio Laziale Trasporti, una quindicina di aziende che mettono a disposizione gli speciali camion al Comando dei vigili e gestiscono i depositi dove vengono portate le auto rimosse. «Ci siamo aggiudicati la gara pubblica indetta dal VII dipartimento del Comune di Roma a dicembre dopo l’uscita della Sta - spiega il presidente del Clt Ezio Di Salvo - Per il momento il lavoro è sempre lo stesso. Forse è un po’ più snello perché c’è un intermediario in meno. Ma per sapere se il cambiamento abbia portato ad un miglioramento bisognerà attendere i prossimi mesi».
Da luglio 2003 a giugno 2004, stando ai dati diffusi dal Corpo della polizia municipale, sono state effettuate 50.499 rimozioni in depositeria, 2.397 con restituzione sul posto al proprietario e 12.755 ganasce.
E ora che il servizio è passato sotto la gestione diretta dei vigili probabilmente si vogliono ottenere dei risultati maggiori. Per questa ragione, dunque, ad ogni comandante di gruppo è stato inserito un numero minimo di rimozioni da effettuare tra gli obiettivi da raggiungere (oltre al presidio degli incroci, per esempio, al numero di multe con autovelox, etc) per ottenere un premio economico a fine anno. La voce “rimozioni” peserà per il 25 per cento sulla valutazione degli obiettivi, alla pari con l’incremento dei caschi bianchi a presidio delle strade inserite nel “Piano di fluidificazione della mobilità”, che oggi sarà presentato alla stampa.
Così alcuni comandanti hanno potenziato il numero di agenti dedicati al servizio rimozioni, altri, come nel XII, hanno raddoppiato i turni. Una circolare dello stesso gruppo, emessa in seguito a una riunione con il vice comandante dei vigili urbani Giovanni Catanzaro, prevede «l’utilizzo, in via prioritaria, di un’autopattuglia in entrambi i turni di servizio con il compito specifico delle rimozioni». Secondo la circolare, inoltre, la pattuglia «non dovrà essere assolutamente distolta dal servizio e, nel caso vi siano chiamate a cui non possono aderire le altre autopattuglie, queste verranno messe in lista d’attesa». Come dire: prima le rimozioni, poi il resto.
E qualcuno è arrivato ad ordinare un minino di rimozioni per turno. E’ il caso del XVIII gruppo dove il comandante, Stefano Donelli, a fine gennaio ha scritto al responsabile della squadra rimozione che, «come richiesto dal comando del corpo», dovrà «svolgere un attento monitoraggio dell’attività affinché sia garantito lo standard minimo di quattro rimozioni per turno», in pratica otto al giorno.
Certo, volendo, in una città come Roma si potrebbero fare anche il triplo di rimozioni, e soprattutto questo non farebbe che bene alla viabilità. Ma decidere a priori che e quante bisogna farne significa mettere in secondo piano la prevenzione a favore della repressione. «E’ uno scandalo - commenta Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm - La rimozione è una sanzione accessoria. E’ l’ultimo provvedimento che viene preso dopo aver fatto prevenzione, e la multa». E aggiunge: «Chiedere un numero minimo di rimozioni giornaliere equivale ad ammettere che i vigili non controllano adeguatamente le strade. Perché se ci fosse la prevenzione nessuno potrebbe lasciare l’auto in maniera tale da intralciare il traffico».

Il Messaggero 17/02/05
La Corte dei conti indaga sui verbali elevati fino al 2003: tra provvigioni e spese sarebbero “costati” 2 centesimi
«Multe Trambus, “affare” in perdita»

di VALENTINA ERRANTE

E se l’amministrazione comunale inviando multe agli automobilisti ci avesse rimesso?
Su questa ipotesi stanno lavorando i magistrati della Corte dei Conti che mirano ad accertare eventuali danni erariali concentrandosi adesso sul periodo precedente all’estate del 2003.
Sono stati avviati parallelamente gli accertamenti dalla procura di Roma e dalla magistratura contabile. Il pm Giuseppe Corasaniti ha aperto un fascicolo in seguito alle denunce dei tanti automobilisti che avevano ricevuto “multe impossibili” per verificare se si profilassero i reati di falso e abuso d’ufficio nelle contravvenzioni elevate dai vigilini. Alla Corte dei conti gli accertamenti sono partiti con l’esposto inviato da Gabriele Di Bella, oggi segretario del Sulpm, sindacato della Polizia municipale, per stabilire se gli accordi tra l’amministrazione capitolina e le società di servizi, Trambus, Sita e Sta, avessero comportato danni per le casse pubbliche. I contratti sono ancora la vaglio dei magistrati contabili che avevano incaricato la Guardia di finanza di acquisirli. E qualche giorno fa, quando Giuseppe Cor asaniti aveva già verificato che gli errori nelle multe, recapitate ad automobilisti ignari, non erano stati commessi dagli ausiliari dipendenti delle tre società, c’è stato un incontro tra i giudici contabili e la procura. Nuovi documenti sono arrivati negli uffici di viale Mazzini.
A interessare particolarmente i magistrati della Corte dei conti sarebbero gli accordi tra Trambus e Comune fino all’estate del 2003. Prima che, con l’entrata in vigore del nuovo codice della strada, proprio nell’estate 2003, le multe fossero praticamente raddoppiate. Il contratto tra l’amministrazione e Trambus prevedeva che la società venisse pagata con 25 euro per ogni contravvenzione elevata dagli ausiliari e andata a buon fine. Ma allora le multe, per chi, ad esempio, percorreva la corsia preferenziale, erano di 32 euro in tutto. I vigilini erano chiamati a supporto della polizia municipale per garantire un traffico più scorrevole anche sulle corsie degli autobus. Le verifiche sono ancora in corso. Ma il sospetto è che proprio in quella fase il comune ci abbia rimesso. Forse soltanto qualche centesimo di euro, per ogni multa.
Sembra che ai 25 euro che l’amministrazione versava alla società, venisse aggiunta anche l’Iva, oltre alle spese di notifica. E così delle multe pagate dai cittadini nelle casse comunali non sarebbe entrato nulla.
Ma ci sarebbe anche un altro aspetto che i magistrati contabili stanno prendendo in considerazione. Proprio relativo allo stesso periodo. Trambus, che gestisce anche alcune linee di autobus, ha un accordo che prevede una retribuzione a chilometraggio. Un tetto garantito, oltre il quale il budget cresce. Ma, si chiedono in viale Mazzini, avere le corsie preferenziali libere non consente anche di realizzare un maggior numero di chilometri? Dunque l’attività degli ausiliari avrebbe garantito a Trambus anche entrate indirette dovute alla decongestione del traffico sulle corsie e allo sforamento dei chilometri percorsi dagli autobus.
Intanto il pm Corasaniti resta in attesa di ricevere informazioni dal garante sulla Privacy. L’ipotesi è che nella trasmissione dei dati relativi agli automobilisti possano essere state violate le norme

Il Tempo 27/01/05

IL SULPM HA DENUNCIATO LE CONDIZIONI DISASTROSE NELLE QUALI VERSA IL PARCO AUTO E MOTO

Poveri vigili urbani, ora sono pure a piedi. Senza auto, né moto, costretti ad avvelenarsi il sangue in balia delle officine. Ma non si danno per vinti, e pur di far sentire il loro grido di dolore e disappunto faranno «l’autostop di protesta». Ebbene, secondo quanto denunciato da Gabriele di Bella, segretario romano del sindacato unitario della polizia municipale (Sulpm) «su 318 auto di proprietà del comune oltre 110 sono ferme in attesa di manutenzione». Il motivo sarebbe da ricercarsi tra «ponti» e operazioni di «convergenza delle ruote», perché, causa dello sconforto dei poveretti in divisa privati dei loro mezzi, sarebbe appunto «l’appalto con le officine scaduto da dicembre». E come se non bastasse nel guazzabuglio sembra siano finite pure le moto: 78 su 180 sarebbero infatti in attesa di manutenzione, e del calderone «guasti» farebbero parte addirittura le 25 moto, quasi nuove di zecca, in dotazione al Gruppo intervento traffico. Di Bella ha anche aggiunto che proprio al Git «gli agenti sono costretti a lavorare in situazioni precarie, come nel caso degli incidenti stradali». Perché secondo il sindacalista «l’unico furgone attrezzato essendo rotto e in attesa di manutenzione viene sostituito da un normale veicolo di servizio». Vigili infelici, che nei prossimi giorni si roderanno il fegato e si ghiacceranno il pollice alle prese con parco auto-moto. E autostop.

Il Tempo 19/01/05

La vigilessa multata in servizio

IL SULPM richiede un incontro con il sindaco della Capitale, Walter Veltroni, e un suo intervento urgente «nei confronti di quanti, con incarico di responsabilità, hanno dimostrato assenza nel loro ruolo istituzionale».
La richiesta di incontro è stata avanzata dal segretario romano del Sulpm, Gabriele Di Bella. «Nel 2003, in seguito a un incidente avvenuto a una collega in servizio, la Polizia di Stato, intervenuta sul luogo dell'incidente, ha spedito i verbali non al corpo della Polizia municipale ma direttamente a casa della collega, come se si fosse trattato di un normale cittadino su un veicolo di proprietà - racconta Di Bella - Allora fummo rassicurati che, in base alla legge 689 del 1981, non ci sarebbe stato alcun problema e che questi verbali sarebbero stati archiviati. Dopo un anno e mezzo, oggi la collega si è vista recapitare a casa una cartella esattoriale in cui le viene intimato il pagamento delle cifre iniziali raddoppiate, in assenza del quale scatta l'iscrizione ipotecaria o il pignoramento dei beni. In assenza di provvedimenti risolutivi - ha concluso Di Bella - eventuali iscrizioni ipotecarie o pignoramenti saranno individuati nell'amministrazione comunale e più precisamente nei confronti del comandante del corpo, Aldo Zanetti, e dell'assessore alla sicurezza, Liliana Ferraro.
Richiediamo un urgente incontro a sindaco per informarlo su questo e sulla criticità operativa del parco macchine e moto della polizia municipale di Roma».
Il Messaggero 16/01/05
Inquinamento oltre i limiti / Niente multa a chi dimostrerà con il biglietto di andare all’Olimpico. Di Bella, Sulpm: «E’ un autogol»

Stop ad auto e moto, negozi a tutto gas

Blocco dentro la fascia verde, serrande alzate in tutta la città. Polemiche per la deroga ai tifosi

di LUCA LIPPERA

Provvedimento «inutile e demagogico», si arrabbiano gli oppositori. No: «misura imposta dalle leggi», ribattono dal Comune. Cioè, protesta il Codacons, a nome di centinaia di consumatori, la «solita sceneggiata». Oggi a Roma, dalle 10 alle 18, dopo giorni e giorni di smog oltre i limiti, scatta il blocco totale del traffico, e già da ieri i “partiti” pro e contro incrociano le sciabole. Potranno circolare solo i veicoli a Gpl e a metano, gli elettrici e gli ibridi, gli “euro 4” e tutti quelli per cui esiste una deroga. Ma, regole e orari a parte, c’è, nell’aria, una domanda: serve a qualcosa, una domenica a piedi, o di fatto non ha alcun senso nè alcun potenziale effetto sull’inquinamento?
Ieri il Comune, mentre il dibattito infuriava, ha tirato fuori dal cilindro una buona notizia per gli appassionati di calcio. Che però ha fatto infuriare ttutti gli altri. Il sindaco Veltroni e il prefetto Serra, su pressione del presidente biancazzurro, Lotito, hanno concordato che i tifosi diretti allo stadio (oggi pomeriggio c’è Lazio-Palermo) potranno circolare in auto o in moto come se nulla fosse. Dovranno avere il biglietto o l’abbonamento per farlo vedere ai vigili in caso di controllo e conservarlo per contestare la multa che dovesse arrivare tra qualche mese. «È un autogol del Campidoglio afferma però criticamente Gabriele Di Bella, segretario del Sulpm, uno dei sindacati dei “pizzardoni” I tifosi che compreranno i biglietti all’Olimpico, se fermati sul tragitto, prima dell’acquisto, verranno multati e questo innescherà una lunga catena di ricorsi». Quando la notizia della deroga è circolata, in molti hanno chiamato i centralini dei giornali: «Perché i tifosi di calcio sì e noi no?». «È ingiusto», protesta la Eva (Associane Utenti Veicoli).
Lo scontro in realtà va ben oltre questi “dettagli”. Antonio Tajani, coordinatore regionale di Forza Italia, fa notare che «le misure decise dal Comune non produrranno alcun effetto». «Per combattere l’inquinamento non c’è blocco che tenga continua Tajani Serve una rivoluzione nei trasporti, con una metropolitana degna di una capitale europea». Silvio Di Francia, coordinatore della maggioranza capitolina, accusa Tajani di essere «accecato dalla polemica contro Roma». «La situazione di blocco ricorda è determinata da leggi che riguardano tutte le città. Siamo così consapevoli della parzialità di questi provvedimenti che chiediamo continuamente ma invano al Governo risorse per il trasporto collettivo».
L’Atac ha promesso di mettere in campo 3.412 corse in più su un totale di 102 linee. Ma è domenica e i turni sono, di solito, rarefatti. Potranno circolare senza limitazioni, i taxi, le auto a noleggio, i medici, i portatori di handicap e diverse altre categorie (vedi l’elenco in alto a destra). Il blocco totale è stato deciso dopo giorni e giorni in cui la concentrazione di polveri sottili nell’aria è risultata molto alta. Giovedì c’è stata una tregua. Ma qualche ora di “respiro” non è bastata a far rientrare il provvedimento. Il divieto vale è bene ricordarlo solo all’interno della cosiddetta ”Fascia Verde“. Nel grossa dela periferia, come si intuisce dalla cartina qui sopra, non ci sarà alcuno stop.
Tuttavia per il Codacons, l’associazione di consumatori capitanata da Carlo Rienzi, «questa è la solita inutile sceneggiata». «Sono palliativi dice Rienzi Il traffico ci ha già soffocato. Denunceremo i sindaci di Roma e di Milano per omicidio colposo per le decine di morti causate dallo smog». Legambiente, favorevole allo stop, ricorda in una nota che «a Roma ci sono ormai 76 auto ogni 100 abitanti». Ma ”Telefono Blu“, un’altro gruppo che impugna la bandiera dei consumatori, parla di «provvedimento vessatorio». «Non serve a niente. I cittadini lo sanno benissimo, tanto che non ci fanno più caso, se non fosse che debbono sopportarne i disagi».

Il Tempo 16/01/05
«Smog, lo stop è come una carezza»
Di Francia difende il Comune: «Soluzione parziale, il governo non ci aiuta»
Per il centrodestra il provvedimento di oggi non servirà. Tajani: «Demagogia»
MAGGIORANZA capitolina e opposizione si scontrano su blocchi e targhe alterne. A recuperare i dati dell’Osservatorio di Milano è il vicecapogruppo di Forza Italia al Comune, Beatrice Lorenzin: «Secondo quanto si legge dai dati, le domeniche ecologiche sono una carezza per l'inquinamento atmosferico». Nella polemica entra anche il coordinatore azzurro nel Lazio, Antonio Tajani: «Le misure antismog adottate dal Comune non produrranno alcun effetto concreto nella lotta per ridurre l'inquinamento, quindi non contribuiranno a tutelare la salute dei romani. Si tratta di inutili provvedimenti demagogici». A lui ha risposto il coordinatore della maggioranza capitolina Silvio Di Francia: «Siamo tutti talmente consapevoli della parzialità di questi provvedimenti da chiedere continuamente e invano al Governo sostenuto da Tajani poteri e risorse che non arrivano». Un altro azzurro, Claudio Bucci, presidente della commissione regionale Cultura per la giornata di oggi ha proposto un gesto simbolico: «Lasciamo ferme le auto blu».
Da destra i consiglieri di An hanno spinto perché i tifosi diretti verso l’Olimpico ottenessero una deroga, ma alla fine l’ordinanza adottata non è piaciuta ai vigili del Sulpm: «Tale provvedimento - ha spiegato il segretario Gabriele Di Bella - non solo complicherà l'attività operativa dei vigili, ma dato che i tifosi, in particolar modo quelli della Lazio, provengono dalla provincia e da comuni della regione, creerà problemi anche all'ufficio contravvenzioni che si vedrà recapitare i ricorsi di quanti acquisteranno il biglietto ai botteghini».
Dai Verdi parte invece una petizione popolare per chiedere le dimissioni del ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, e domandare lo spostamento dei fondi previsti per alcune opere del governo verso il trasporto pubblico. «Il ministro Matteoli deve essere dimesso - afferma il coordiantore esecutivo dei Verdi Angelo Bonelli - perché è inadeguato a svolgere la funzione di tutelare l'ambiente e conseguentemente la salute dei cittadini. Il suo è un fallimento ammesso anche da lui stesso». Insomma non piove, governo ladro
Il Messaggero 15/01/05
LA NOVITA’
Rivoluzione all’ufficio contravvenzioni
Trattamento informatico e potenziamento del call center per ridurre le file agli sportelli

Trattamento informatico delle contravvenzioni, la semplificazione delle procedure, il potenziamento del call center di secondo livello (quello a cui lo 060606 passa le domande più elaborate e complesse), l'avvio della banca dati on line per le sanzioni e la conseguente possibilità per i cittadini di consultare su internet la propria «situazione» anche per il capitolo multe. Ma anche locali più accoglienti per i cittadini che ogni giorno devono recarsi negli uffici di viale Ostiense.
Sono le novità dell’accordo che gli assessori capitolini al Bilancio e al Personale, rispettivamente Marco Causi e Franco Cioffarelli, hanno siglato con tutte le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori del delicatissimo ufficio contravvenzioni del Comune di Roma.
«Dopo un confronto durato alcuni mesi - affermano Causi e Cioffarelli - si è dato il via libera alla riforma del servizio di notifica, di informazione a distanza, di accoglienza negli uffici, e di riorganizzazione del lavoro amministrativo interno. È un buon punto di arrivo che ci permetterà, già nel 2005, di migliorare ulteriormente i servizi per i cittadini e facilitare l'opera dei lavoratori comunali».
«E’ un ottimo accordo - commenta Pino Primini della Rsu del Comune di Roma - E’ stata scongiurata qualsiasi forma di privatizzazione ed esternalizzazione di un servizio fondamentale per la Capitale. Adesso l’organico sarà riorganizzato e l’ufficio diventerà certamente più efficiente».
L'attività di notifica a domicilio continuerà ad essere svolta dagli operatori della polizia municipale, ma verrà estesa ad una platea di vigili più ampia di quella attuale e sarà organizzata dal dipartimento delle Entrate. «Ciò produrrà una maggiore efficacia dell'attività di notifica con l'obbiettivo di abbattere, già nel 2005, il bisogno di ricorrere alla seconda notifica dall'attuale 35% al 25%» concludono Causi e Cioffarelli.
«Si tratta di un buon passo in avanti - sottolinea Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm - Ma sia chiaro non si tratta di un punto di arrivo ma di un punto di partenza per migliorare sempre più l’ufficio contravvenzioni di Roma».
D.Des.

Il Messaggero 14/01/05
ECOLOGISTI PER UN GIORNO
E gli assessori “pari” montano sulle eco-auto
Lasciate ferme le macchine di servizio che non potevano circolare: in giro con le nuove Punto
di MAURO EVANGELISTI
Lo smog non arretra, le automobili sulle strade però diminuiscono. Rispetto a un giovedì normale, erano il 14 per cento in meno al mattino (fra le 9 e le 12), il 13,6 per cento al pomeriggio (le rilevazioni sono della Sta). Ma di riflesso c’era più traffico in periferia, ai margini della zona proibita, dove non sono mancati code e ingorghi. Targhe alterne, il primo bilancio mette nel piatto un altro dato: circa 4 mila multe da 71 euro, che porteranno alle casse del Campidoglio 284 mila euro. Se i giovedì manterranno questa media, calcolando che in totale saranno dodici, si supererà 3 milioni di euro.
I dati dello smog. C’è una sentenza che ieri non era stata ancora emanata: i valori delle polveri sottili registrati dalle centraline. Quelli del giorno precedente erano pessimi, tanto che oggi ci sarà il decimo blocco parziale (dalle 7.30 alle 20.30 le non catalizzate non circolano nella fascia verde, i vecchi motorini restano fuori dalla ztl). Nel dettaglio: Arenula 100 microgrammi per metrocubo, Fermi 94, Magna Grecia 90 e Villa Ada 85. Riguardano mercoledì, quelli di ieri arriveranno questa mattina. Me le previsioni, comprese quelle di Legambiente, favorevole al provvedimento, erano univoche, lo smog c’è ancora («Non potevano sparire le polveri già depositate nei giorni scorsi nell’aria»). Morale: con le condizioni del tempo di ieri e con le previsioni poco incoraggianti, più che al primo giorno di targhe alterne, si pensava al blocco totale di domenica, per il quale - salvo colpi di scena dell’ultima ora, che poi significa pioggia o vento - le limitazioni saranno molto più severe. Fra 10 e le 18 non solo non potranno viaggiare nella fascia verde tutte le automobili, ma dovranno restare ai box anche gli scooter. Ieri si faceva un primo bilancio oltre che delle contravvenzioni (circa 4.000), del lavoro sempre più difficile dei vigili urbani. Un sindacato della polizia municipale, il Sulpm, tornava a denunciare «lo scandalo dei palmari acquistati per rendere più efficace il lavoro dei vigili ma rivelatisi vetusti e inutilizzabili»; un altro, l’Ospol, minacciava lo sciopero senza provvedimenti a tutela dei vigili che lavorano a contatto quotidiano con lo smog.
La salvezza degli Euro 4. Quest’anno c’è una novità molto importante nelle esenzioni previste dal Campidoglio non solo per le targhe alterne, ma anche per la possibile domenica di blocco totale. Le auto Euro 4, quelle di ultima generazione, possono circolare. Non tutte le auto nuove hanno queste caratteristiche, che diventeranno obbligatorie dal 2006. Ma diversi modelli rientrano già in questa tipologia. «Abbiamo deciso di premiare chi ha investito in tecnologie che hanno emissioni molto limitate, così come facciamo con Gpl e metano», conferma l’assessore all’Ambiente, Dario Esposito.
Due milioni di auto. La bagarre della polemica politica. Roma non è un’isola infelice, l’emergenza polveri sottili, le Pm10, in realtà investe buona parte del Paese, con Milano e Torino sulla stessa barca, fino ad arrivare a Verona dove le targhe alterne ci sono per tre giorni alla settimana. Secondo Mario Di Carlo, assessore alla Mobilità, «Per avere ragione di due milioni di auto immatricolate sono necessari i poteri speciali. Abbiamo due milioni di auto immatricolate, 894 ogni mille abitanti, cento in più di Milano e quasi il doppio di Parigi». Secondo i Verdi le responsabilità sono in Regione, che «continua a perdere tempo. Il rapporto 2004 dell’Agenzia per la protezione ambiente e territorio (Apat) ha pubblicato un dossier in cui si dice chiaramente che le emissioni dovute al traffico veicolare sono quelle più responsabili delle emissioni di Pm10».
Il dibattito. An attacca duramente il provvedimento delle targhe alterne e osserva che l’unico effetto ottenuto è stato quello di creare ingorghi al di fuori della fascia verde. Infine, i romani, i cittadini per i quali spostarsi è sempre più complicato. Ieri, in maggioranza hanno dimostrato di avere accettato (e rispettato) con maturità il provvedimento delle targhe alterne. «Ma almeno - era il commento più comune - evitateci il blocco totale delle domenica».
(ha collaborato Francesca Filippi)

Il Tempo 10/01/05
NEL pomeriggio di oggi si è verificata l'ennesima aggressione ai danni dei vigili urbani intorno alle ore 13.40 nelle vicinanze dello stadio Olimpico prima dell'inizio dell'incontro calcistico Roma-Atalanta». A denunciare l'aggressione è il segretario romano del Sulpm, Gabriele Di Bella. «Nella circostanza - spiega Di Bella - personale della polizia municipale è stato fatto oggetto di lancio di sanpietrini, uno dei quali ha colpito G.G., appartenente al XX Gruppo, che è stato soccorso al vicino pronto soccorso dove i sanitari gli hanno riscontrato la rottura di una costola». «Tali episodi - prosegue il sindacalista - sono la dimostrazione più lampante che i vigili urbanisvolgono importanti compiti di sicurezza ed evidenziano ancora una volta l'assenza di sicurezza per il personale della polizia municipale».
Il segretario chiede al Prefetto Achille Serra e a sindaco Walter Veltroni, «un incontro urgente in materia di sicurezza del personale in assenza del quale si preannuncia l'astensione da tale servizio così come è già successo in passato».
«In una telefonata al segretario romano Gabriele Di Bella, l'assessore agli Affari istituzionali e agli Enti locali, Donato Robilotta, ha espresso solidarietà al vigile ferito». A darne notizia è la Regione. «Episodi del genere - afferma Robilotta - sono la dimostrazione che sarebbe il momento che i vigili urbani venissero dotati degli quegli strumenti necessari per la loro difesa».
Il Messaggero 10/01/2005
Aggredito vigile all’Olimpico prima della gara
Prati, scritte antisemite contro i tifosi romanisti

Scritte antisemite sono apparse sui muri e sulle a saracinesche di alcuni negozi in via Cola di Rienzo con riferimento al derby Roma-Lazio e alle polemiche su Paolo di Canio. I testi: «Di Canio Sieg Heil», «Romanista ebreo», «Olocausto giallorosso». Il Comune ha dato subito disposizioni all’ufficio Decoro Urbano per cancellare le scritte che ieri pomeriggio sono scomparse.
Non sono state invece cancellate le polemiche. «E’ davvero un segnale preoccupante quello che arriva da via Cola di Rienzo e dintorni, dove sono state ritrovate diverse scritte di stampo antisemita e fascista - afferma Roberto Giachetti, coordinatore romano della Margherita - E’ per la città davvero una brutta notizia e non vorremmo che fosse la spia di una pericolosa recrudescenza, proprio a Roma, Capitale della tolleranza e del fraterno incontro dei popoli della Terra, di teorie aberranti già condannate dall'umanità e dalla storia. Sarebbe davvero una vergogna per Roma». Fabio Sabbatani Schiuma, vicepresidente del consiglio comunale, noto tifoso della Lazio, parla di «montatura». «Per uno strano caso afferma queste scritte antisemite con riferimenti alla squadra della Roma appaiono proprio all'indomani della polemica del presunto saluto romano del giocatore laziale Paolo Di Canio. La vicenda è comunque da condannare. Ma sono convinto che in questa circostanza si tratti di una montatura, costruita ad arte per continuare una polemica di dimensioni grottesche».
Calcio violento anche ieri prima della partita Roma-Atalanta. Nei pressi dello stadio Olimpico un vigile urbano è stato malmenato. La denuncia proviene dal segretario romano del Sulpm (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale), Gabriele Di Bella, che parla di «ennesima aggressione ai danni dei vigili verificatasi intorno alle ore 13.40 (di ieri) nelle vicinanze dello stadio. Nella circostanza il personale della polizia municipale è stato fatto oggetto di lancio di sampietrini, uno dei quali ha colpito un agente appartenente al XX Gruppo, che ha riportato la rottura di una costola».

 

Il Tempo 07/01/2005

NON si tratta del solito pendolare che arriva in città per lavorare

... oppure che raggiunge qualche località vicina a Roma la mattina per poi tornare a casa la sera dopo una giornata di lavoro. Questo è un caso decisamente differente. Si tratta infatti di un vigile urbano che presta servizio due giorni la settimana presso il Comune di Roma e altri tre invece nel Comune di Fiano Romano. E.D., un ispettore direttivo, è così finito nel mirino del sindacalista Gabriele Di Bella, che non usa mezzi termini per esprimere la sua totale contrarietà a una situazione del genere: «Non è un problema il part-time, ma è un problema la degenerazione dell’utilizzo di questo istituto. Mi sembra di vedere un film di Totò, a Roma già mancano agenti e lo stesso vigile urbano lo troviamo in due Comuni differenti. Credo che il sindaco di Roma Walter Veltroni non sia a conoscenza di questa sitauzione e quindi ho chiesto di incontrarlo urgentemente per verificare il caso di E.D. e individuare eventuali violazioni contrattuali se non addirittura penali». L’ispettore «double face», ribattezzato così dai colleghi, è dunque finito in un vero e proprio ciclone, da una parte c’è il sindacato Sulpm, dall’altra i colleghi che adesso hanno intenzione di verderci chiaro e capire come sia possibile che gli sia stato concesso di fare il «pendolare» tra un Comune e l’altro.

Il Corriere della Sera 07/01/2005
Vigile urbano part-time? No, a giorni alterni
Denuncia del Sulpm: un istruttore in servizio a Roma (Montesacro) e a Fiano
di Gianvito Lavinia
Ha diviso la sua vita in due, come due sono le uniformi che indossa e due i tesserini che ha in tasca: nei giorni pari è un vigile urbano del Comune di Roma, in quelli dispari fa la stessa professione, ma a Fiano. Un doppio ruolo che è destinato a rinfocolare le polemiche sul part-time. Anche perchè la scelta di E.D., istruttore direttivo del quarto gruppo (Montesacro), appare, quantomeno, sul filo della legalità. È l' estate scorsa quando il poliziotto della municipale decide di raddoppiare. Chiedendo al Campidoglio di poter frequentare l' ufficio soltanto due volte alla settimana. Problemi personali? Motivi di famiglia? Salute? Non è nota la ragione addotta dal vigile double face, come lo definisce Gabriele Di Bella, segretario del Sulpm, ma si sa che la domanda viene accolta. Da quel momento E.D. è libero di cercarsi un' altra occupazione. Che non è il solito lavoro nero, ma un incarico-fotocopia a pochi chilometri dalla capitale. A Fiano l' istruttore direttivo gestisce il personale, come a Roma. E poichè il Comune è piccolo il poliziotto itinerante, in trasferta tre giorni alla settimana, è l' unico coordinatore dello sparuto drappello di vigili urbani: sette. È tutto in regola? Si può fare? «Secondo me no», risponde Di Bella, il primo a denunciare la vicenda. «E se sorgesse un contenzioso fra il Comune di Roma e quello di Fiano?», si chiede il sindacalista adombrando un conflitto di interessi. Il doppio contratto di E.D. somiglia a una sorta di concorrenza sleale, come se un impiegato lavorasse in due ditte. «E questo accade in una città in cui mancano quali duemila vigili», osserva Di Bella. «Il Sulpm, però, è contrario all' abolizione del part-time. «L' assessore - sostiene Di Bella - vorrebbe cancellare la legge soltanto perchè non è in grado di gestirla. Stesso discorso per il comandante Aldo Zanetti. Questa storia, senz' altro anomala, mette in ridicolo il Corpo e dimostra la mancanza di controllo dei vertici sulla struttura». Il sindacato ha chiesto un incontro a Walter Veltroni che, secondo Di Bella, «non è a conoscenza della vicenda». Ma anche il primo cittadino, per il Sulpm, ha qualche responsabilità: «È un sindaco capace che ha dato una delega a soggetti indidonei. Perciò - conclude Di Bella - nella sua calza della Befana ho messo anche un po' di carbone». 
Il Messaggero 05/01/2005
I sindacati: «Senza prospettive, resta solo la fuga»
Il part-time? «È solo uno dei problemi che abbiamo - sostiene Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm - la mancanza di prospettive economiche e professionali sta spingendo molti colleghi a chiedere il trasferimento all’Inps, alla Provincia o a candidarsi per un posto da guardiaparco regionale». Una grande fuga dalla municipale. «Ai laureati - spiega Mauro Cordova, presidente dell’Arvu - non è consentito far carriera. Ma il part-time è una decisione avventata. È’ assurdo che sia consentito anche agli ufficiali». Il caso più recente è quello del vice comandante Aldo Aldi finito alla Asl. «Non capisco come sia possibile - dice il presidente dell'XI Municipio Massimiliano Smeriglio - dire che i vigili sono pochi e poi autorizzare il distacco di un vice comandante. Qualcosa non torna».
Il Corriere della sera 03/01/2005

«Obsoleti e malfunzionanti i pc palmari in dotazione»

  «I computer palmari in dotazione ai vigili urbani giacciono ancora negli scatoloni,perchè si tratta di merce obsoleta che non può funzionare». La denuncia è di Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm, sindacato unitario dei vigili urbani, che già ai primi di ottobre aveva sollevato la questione, presentando una denuncia alla Corte dei Conti. «Si ostinano a volerla far funzionare, ma è merce già malfunzionante che è stata ferma per un anno. Ai primi di dicembre molti dirigenti avevano scritto delle lettere al comando dei vigili urbani per segnalare queste difficoltà». Della vicenda si è interessata anche la trasmissione «Striscia la notizia» nella prima puntata del 2005.

Il Tempo 03/01/2005

La polizia municipale su «Striscia la notizia» per colpa dei palmari

SU «STRISCIA» per colpa di 600 palmari costati 3 miliardi di lire e quasi mai utilizzati. Nella gogna più famosa d’Italia è finita la Polizia Municipale e il suo tentato ricorso all’alta tecnologia. Un ricorso andato a cattivo fine, secondo il segretario del Sulpm, uno dei sindacati dei vigili: «Sono ancora negli scatoloni i computer palmari che sono in dotazione ai vigili urbani, perché si tratta di merce obsoleta che non può funzionare», dichiara Gabriele Di Bella. Ora, con il cambio di data, sembra che l’hardware sia inutilizzabile fino a un nuovo settaggio del server principale. La denuncia era partita ai primi di ottobre, quando il sindacato aveva presentato una denuncia alla Corte dei Conti. Spiega Di Bella: «Si ostinano a volerla far funzionare, ma è merce già malfunzionante che è stata ferma per un anno: oggi ne useranno al massimo 4. Ai primi di dicembre molti dirigenti hanno scritto delle lettere al comando, proprio per segnalare queste difficoltà e per questa vicenda i vigili urbani sono già finti il primo dell'anno su Striscia la notizia».